GIANLUCA MARTINO TARTAGLIA: QUANDO LA SCIENZA INCONTRA IL CORAGGIO DI INNOVARE

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C’è chi fa carriera e chi costruisce qualcosa. Il Professor Gianluca Martino Tartaglia, 58 anni, Professore ordinario all’Università degli Studi di Milano e punto di riferimento accademico e clinico a livello nazionale e internazionale, appartiene alla seconda categoria. La sua storia è quella di un medico-odontoiatra ricercatore che ha trasformato una disciplina di nicchia — la gnatologia, lo studio delle malattie dell’apparato masticatorio — in un laboratorio di innovazione a tutto campo, dove intelligenza artificiale, medicina rigenerativa e diagnostica avanzata si incontrano per aiutare a cambiare la vita dei pazienti.

Radici solide, visione lunga

Milano, periferia sud-est. Rogge, campi, piste ciclabili. È qui che Tartaglia è cresciuto, in una famiglia senza tradizioni accademiche, e qui che ancora oggi vive. “I miei genitori, persone semplici e concrete, mi hanno trasmesso il valore del duro lavoro — forse la base principale di qualsiasi successo.” Una frase che suona familiare a chi conosce il mondo dell’imprenditoria: nessuna rete di partenza, solo metodo e tenacia.


Quella stessa tenacia ha guidato un percorso accademico e clinico costruito pezzo per pezzo, fino a fare anche all Policlinico di Milano — uno dei principali ospedali universitari e di ricerca del Paese dove lavora dal Novembre 2020 come professore di Unimi in convenzione — il quartier generale di una missione precisa: portare i risultati della ricerca nella pratica medica nel minor tempo possibile.

Innovare senza perdere il paziente di vista

In un settore dove il rischio è quello di restare intrappolati tra laboratorio e pubblicazioni scientifiche, Tartaglia ha scelto una rotta diversa. La sua attività di ricerca — condotta in rete con centri nazionali e internazionali — integra tecnologie di imaging avanzato, machine learning e intelligenza artificiale per migliorare la diagnosi e la pianificazione terapeutica dei disturbi temporo-mandibolari e della masticazione. Il tutto con un obiettivo che ricorda molto quello di un buon imprenditore: offrire soluzioni efficaci, il meno invasive possibile.

“Ho avuto la possibilità di studiare e insegnare anche all’estero e di far parte, insieme al mio team, di un gruppo di lavoro internazionale dedicato allo studio e alla terapia dei disturbi della masticazione.” Collaborazione, apertura, visione globale: un approccio che nel mondo del business chiameremmo semplicemente mindset da leader.

Attrarre risorse, costruire futuro

C’è un indicatore che nel mondo della ricerca vale quanto i risultati pubblicati: la capacità di vincere finanziamenti competitivi. Tartaglia ne ha costruita una track record solida, su più livelli. Negli ultimi anni a livello europeo, è partner di PREPARE, progetto finanziato da Horizon Europe, che applica sistemi di intelligenza artificiale per predire la capacità di guarigione dei pazienti — uno di quei progetti che stanno ridefinendo il confine tra medicina clinica e scienza dei dati. Sempre a livello europeo, il suo team ha ottenuto finanziamenti nell’ambito di 5G-CRESCA, il progetto promosso da Fastweb+Vodafone e Politecnico di Milano che porta la connettività 5G avanzata nei campus universitari e ospedalieri — incluso il Policlinico di Milano — per abilitare nuovi servizi digitali in ambito sanitario e di ricerca. Ha inoltre partecipato con successo al bando Collabora e Innova di Regione Lombardia, il programma da 130 milioni di euro che finanzia partenariati tra imprese e organismi di ricerca pubblici, con l’Università degli Studi di Milano e il Policlinico di Milano tra i soggetti più attivi.

Tre grant, tre livelli — europeo, nazionale, regionale — e tre ambiti diversi: intelligenza artificiale predittiva, infrastrutture digitali, trasferimento tecnologico. Non è un caso: è la firma di chi sa leggere le opportunità prima che diventino evidenti a tutti.

Le frontiere che nessuno ancora esplora

Due sono i filoni di ricerca che meglio raccontano la capacità di Tartaglia di guardare oltre il presente. Il primo è la salivomica: analizzare i biomarcatori presenti nella saliva per individuare precocemente patologie metaboliche e neurodegenerative. Un approccio non invasivo che potrebbe rivoluzionare la diagnostica preventiva, con implicazioni enormi anche sul piano della salute pubblica e dei costi del sistema sanitario.

Il secondo è ancora più visionario: la ricostruzione cranio-maxillo-facciale attraverso bio-printing e medicina rigenerativa. Stampare tessuti biologici per ricostruire strutture complesse del volto umano. Fantascienza, fino a pochi anni fa. Oggi, realtà su cui il team di Tartaglia sta lavorando concretamente insieme ad un altro eccellente milanese oggi direttore dell’Istituto di Medicina Rigenerativa di Maastricht il Prof. Lorenzo Moroni.

Un modello di competenza trasversale

Ciò che distingue Tartaglia nel panorama accademico italiano non è solo la qualità della ricerca, ma la capacità di tenerla insieme a tre dimensioni spesso difficili da conciliare: la cura diretta dei pazienti, la formazione delle nuove generazioni di medici e la gestione di collaborazioni scientifiche internazionali. Una competenza trasversale — clinica, scientifica, gestionale — che fa del Policlinico di Milano un centro di riferimento riconosciuto oltre confine.

Il suo buen retiro, la campagna milanese dove ogni sera torna, non è una fuga dal lavoro. È il contrappeso che permette a una mente sempre in movimento di restare lucida, radicata, concreta. Esattamente come le sue origini.

A cura di Davide Pinoli

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