Il mercato del retail in INDIA

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L’industria indiana del retail si configura tra quelle che sperimentano un più elevato tasso di crescita a livello globale. L’emergere della classe media, il fenomeno dell’urbanizzazione, la forte inclinazione dei consumatori locali verso i prodotti occidentali, il cambio del modello dei format distributivi e l’adozione di politiche governative mirate rappresentano i principali driver di sviluppo di un comparto dal potenziale esplosivo, in grado di attrarre un numero sempre più consistente di investitori stranieri.

Octagona S.r.l., società di consulenza dedita all’internazionalizzazione delle imprese, avente un presidio diretto a New Delhi e con una approfondita conoscenza del mercato indiano, ne analizza in dettaglio caratteristiche e peculiarità.

di Manlio Urbano e Enrico Perego (m.urbano@octagona.com – e.perego@octagona.com) di Octagona*

Investire oggi in India nel retail significa investire in uno dei comparti più interessanti e dinamici di tutto il continente asiatico. L’espansione del settore avviene ormai in maniera significativa già da diversi anni: secondo le stime fornite dall’IBEF (Indian Brand Equity Foundation), il valore di tale industria, stimato attorno ai 368 miliardi di USD nel 2008 e ai 424 nel 2010, si attesta oggi ad una cifra pari ai 520 miliardi di USD e si prevede possa raggiungere i 950 miliardi di USD entro il 2018. Di fatto, l’India si colloca oggi come quinta più grande destinazione retail a livello mondiale, preceduta solo da Stati Uniti, Cina, Brasile e Canada. Vi è soprattutto un fattore in grado di far comprendere appieno quali siano effettivamente i margini di crescita: all’interno del mercato complessivo (che attualmente costituisce circa il 14-15% del PIL nazionale), il retail organizzato rappresenta solo il 7% e si prevede possa arrivare al 10% entro l’anno fiscale 2016-2017; il restante 93% è in mano al mercato non organizzato, termine con il quale si fa riferimento ai tradizionali punti vendita al dettaglio a basso costo che animano le strade delle città indiane (street markets, kiranas o convenience stores, corner stores, ecc.). Tuttavia, la quota del retail organizzato è destinata inevitabilmente ad aumentare: l’avvento dei moderni format distributivi sta radicalmente modificando gli equilibri e in India, anno dopo anno, continuano a sorgere nuovi centri commerciali, nuovi ipermercati e nuovi malls di stile occidentale. Inoltre, la diffusione di tale fenomeno ormai non riguarda più solo le principali metropoli del Paese, denominate Tier I (Delhi, Mumbai, Bangalore, ecc.), ma anche le cosiddette Tier II e Tier III cities, ovvero quelle di dimensioni inferiori e con un minor numero di abitanti (tra queste, si segnalano Aurangabad, Chandigarh, Indore, Jaipur, Kochi, Lucknow, Ludhiana, Nagpur).

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L’adozione di politiche governative volte alla liberalizzazione del comparto ha fatto il resto. Nel 2011 e nel 2012, il Governo ha approvato due normative che consentono la possibilità di effettuare IDE pari al 100% nel commercio al dettaglio di prodotti monomarca e fino ad un massimo del 51% nel retail multimarca: ciò ha aperto di fatto l’India alle grandi catene internazionali di supermercati, che vedono sempre di più il Subcontinente come la più grande frontiera rimasta a livello globale, dal momento che in Cina il settore inizia già a saturarsi. Tra i vari segmenti retail, l’industria del food si configura come quella in grado di generare il numero di vendite più elevato. La quota percentuale di ogni singolo segmento all’interno del mercato, in relazione alle vendite sono le seguenti:

  • Food e generi alimentari (69%)
  • Abbigliamento (8%)
  • Gioielleria (6%)
  • Beni di consumo durevoli e prodotti IT (6%)
  • Prodotti farmaceutici (2%)
  • Mobili e arredamento (2%)
  • Calzature (1%)
  • Altro (6%)

Il made in Italy dovrebbe dunque concentrare maggiormente i propri sforzi in un Paese come quello indiano dal potenziale enorme: inoltre, le politiche inaugurate dal nuovo Governo Modi negli ultimi mesi hanno l’obiettivo di riportare la crescita sugli stessi livelli sperimentati alcuni anni fa, quando l’economia viaggiava attorno all’8- 9%. A tal proposito, la recente campagna di marketing ed iniziativa strategica lanciata da New Delhi, “Make in India”, spinge perchè le aziende si muovano nella produzione direttamente in loco (per quanto possibile) e si configura come esempio della volontà riformista del Governo.

*Octagona è una società di consulenza specializzata nella fornitura di servizi che consentono alle aziende di avviare o sviluppare il proprio processo di internazionalizzazione.  L’azienda è oggi punto di riferimento a livello nazionale per la consulenza su mercati in forte fase di sviluppo, avendo sedi in India (New Delhi), Brasile (Belo Horizonte) e Vietnam (Hanoi e HCM City) e
potendo contare su collaborazioni esclusive negli Stati Uniti e in aree a forte sviluppo quali Nord Africa, Turchia, Est Europa, Russia, Cina e ASEAN.  www.octagona.com

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