Velasca: una storia di successo, dall’e-commerce ai negozi tradizionali

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Velasca, il brand che realizza calzature eleganti 100% made in Italy. Dall’e-commerce ai negozi tradizionali, Velasca rinnova il concetto di tradizione nella storia dell’arte manifatturiera italiana

I laboratori artigianali di Velasca profumano di storia. La tradizione incontra la modernità, l’innovazione, ma sceglie consapevolmente di preservare la propria identità. Da quest’unione nasce un prodotto di eccellenza, unico nel suo genere. Le scarpe del brand Velasca sono calzature artigianali fatte a mano e al 100% made in Italy: il progetto, nato nel 2012 dall’idea di due giovani imprenditori, Enrico Casati e Jacopo Sebastio, ha puntato sin da subito alla vendita diretta al consumatore di prodotti di eccellenza artigianale attraverso il web, scegliendo di eliminare, di fatto, i costi dell’intermediazione e offrendo prezzi competitivi sul mercato. Nell’etimologia del nome è, poi, racchiusa la vera essenza del brand: il termine Velasca racconta infatti della torre di Velasca, l’edificio costruito a metà degli anni ’50, simbolo dello sviluppo e della crescita economica di un’Italia che si rialza dopo la Grande Guerra, e ribattezzato dai milanesi come “grattacielo con le bretelle”, a causa di quella sua forma strana e particolare, quasi “a fungo”. Per realizzare la loro idea, i due giovani sono partiti dalla ricerca meticolosa degli artigiani, personalità che avessero a cuore il concetto di italianità e di “prodotto artigianale tradizionale”, realizzato quindi con cura e devozione. Hanno identificato un’area geografica dell’Italia, quella marchigiana, riconducibile per storia, tradizione e talento all’antico borgo medioevale di Montegranaro, dove le calzature, da intere generazioni, si lavorano e cuciono a mano. Nel 2013 il sito di Velasca era, così, online. Oggi il brand conta una squadra di dipendenti divisi per dipartimenti e competenze, un negozio online, due botteghe monomarca e un piano di espansione verso Europa e Stati Uniti.
L’idea di affiancare al negozio online una realtà offline risale ai tempi del lancio della prima collezione, durante la quale i 120 paia di mocassini realizzati andarono letteralmente a ruba nel giro di due settimane. Per incentivare le vendite online, Velasca aveva infatti affiancato un’operazione “su strada” posizionando una classica Ape Car Piaggio in punti strategici di Milano per la vendita diretta. Il successo di questo test ha condotto Velasca ad aprire, prima, un temporary store in via Tortona e, un anno dopo, dei negozi fisici, le cosiddette Botteghe artigianali, la cui atmosfera all’interno consente al consumatore di vivere l’esperienza Velasca in modo completo. Le scarpe nascono da un disegno di stile per mano di Jacopo Sebastio e, in una seconda fase, vengono realizzate nei laboratori artigianali: ogni scarpa è creata con materiali naturali e nel rispetto dell’ambiente (le pelli scelte sono solo italiane, francesi, spagnole e tedesche, nel rispetto dei valori del vero made in Italy). Nel portfolio di Velasca vi sono circa cinquanta modelli divisi per tipologia di scarpe e ad ogni modello di scarpa è associato un nome proveniente dal dialetto milanese, tipico delle antiche professioni che si esercitavano nella città di Milano, come Giacalustra, Umbrellèe, Ranatt, Cumenda. I materiali impiegati nella lavorazione delle calzature ne esaltano lo stile: le pelli variano da quella liscia a quella martellata, passando dalla scamosciata, spazzolata e nubuck e le suole a scelta sono sia di cuoio che di gomma.

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Per “scoprire” qualcosa in più sull’universo di Velasca, abbiamo incontrato Matteo Todisco, content manager del brand.

Matteo, qual è il profilo dell’uomo Velasca?
“In realtà, sono tre: il classico business man che va in ufficio, il dandy che vuole quel “qualcosa in più” e l’uomo più casual, quasi street, che ama il mondo delle moto. Attorno a questi tre profili, c’è il loro modo d’uso: dall’eleganza al lavoro, al matrimonio, allo stile più rilassato-casual del weekend. L’uomo Velasca ama la tradizione e la conoscenza di come si facevano le cose una volta, sempre a mano. Il tutto è rivisitato in chiave contemporanea”.

Come nasce il progetto del concept store delle “Botteghe Velasca”?
“L’idea è quella di fare le cose al contrario, non seguendo la normale tendenza di come si fanno queste cose. Partiamo dall’ecommerce – invece che dal negozio su strada – per poi sentire il bisogno di creare luoghi fisici dove l’esperienza di acquisto è un concetto più ampio e, soprattutto, nuovo. L’idea è: vai in Bottega, provi le scarpe e, se preferisci, le compri online. Per noi, le Botteghe sono un luogo d’incontro: da un lato di avvicinamento al brand e, dall’altro, alla conoscenza dei clienti. Velasca è fatto da persone che ci hanno sempre messo la faccia: il contatto umano è un qualcosa che vogliamo continuare ad avere”.

Qual è la percentuale di vendite online della start up che si concludono in Italia? E a livello internazionale?
Parliamo del 70% di vendite online in Italia, mentre il restante 30% è sparso lungo bacino internazionale: Parigi, Londra, New York e i paesi scandinavi sono nelle prime posizioni. In termini, poi, di tasso di crescita, nell’ultimo anno abbiamo più che raddoppiato il nostro fatturato, comprensivo di online e offline”.

Quali sono gli obiettivi futuri di Velasca, anche alla luce del recente investimento di P101 nell’e-commerce della start up?
“L’obiettivo principale è crescere con l’offline grazie all’apertura di nuove Botteghe. Partiamo con allargare la rete in Italia – dopo Milano – perché pensiamo che il made in Italy debba
piacere per prima agli italiani. In 3-4 anni, il piano è di aprire 9 Botteghe, di cui: 3 in Italia, 3 in alcune delle maggiori capitali europee, e 2 fuori Europa (si pensa agli Stati Uniti)”.

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