L’intervento del MiTur genera un valore superiore a 98 milioni di euro. Le destinazioni minori contribuiscono al 20% delle presenze
“I dati sugli arrivi turistici del 2025 diramati dal Viminale certificano la crescita del turismo italiano, che tocca un nuovo record totalizzando – come già annunciato dai dati MiTur – oltre 480 milioni di presenze, in aumento di oltre il 3% rispetto al 2024. E, nel quadro della crescita complessiva dell’industria turistica italiana, un contributo rilevante arriva dai piccoli Comuni, che lo scorso anno sono cresciuti del +6,85% nelle presenze e del +7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Un risultato particolarmente rilevante nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta, anche grazie alla strategia del Ministero del Turismo. Tanto che il Fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli Comuni ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro, con un moltiplicatore pari a 3,07 per ogni euro pubblico investito”.
Così il ministro del Turismo Daniela Santanchè nel corso della prima giornata del terzo Forum Internazionale del settore, organizzato dal Ministero in collaborazione con ENIT S.p.A., al Palazzo del Ghiaccio di Milano.
In particolare, la crescita più intensa delle realtà minori si concentra nei mesi di spalla: ad esempio, aprile registra un aumento delle presenze superiore al +26%, segno che i piccoli Comuni dimostrano una maggiore capacità di intercettare domanda fuori stagione, diventando di fatto sia motore di sviluppo dei contesti regionali meno consolidati, sia uno degli strumenti più efficaci per sostenere la destagionalizzazione a livello nazionale, svolgendo una funzione di ridistribuzione e alleggerimento nei contesti già affermati.
Per quanto concerne lo stanziamento del Dicastero, dei 34 milioni di euro totali, ad oggi ne sono stati impegnati 31,9 a favore di 27 progetti presentati da altrettanti Comuni capofila, ai quali si affiancano 69 Comuni aggregati (circa 9 per progetto).
Da qui, la capacità dell’intervento di creare vere e proprie reti partenariali ampie e multisettoriali, agendo contemporaneamente su dimensioni fisiche (infrastrutture e spazi), sociali (accesso e inclusione), organizzative (reti e governance) ed economiche (servizi e filiere).
Il Fondo si pone in linea con la strategia di contrasto all’undertourism portata avanti dal Dicastero, attraverso la triplice azione su redistribuzione spaziale dei flussi, destagionalizzazione e diversificazione territoriale e tematica.
Il futuro del turismo in Italia, quindi, non dipende dall’aumento dei numeri in senso assoluto, ma dalla capacità di gestire intensità, tempi e spazi del fenomeno turistico, valorizzando i territori meno frequentati.
A cura della Redazione


