15 minuti in cui fallire è bello

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Siamo stati alla 3 edizione italiana di Fuck Up Nights, il format di outing imprenditoriale partito da Città Del Messico nel 2012 e ora già presente in moltissime parti del mondo. L’idea è quella di raccogliere casi esemplari di progetti falliti – fucked up-, per provare a ricostruire a posteriori gli errori e le ingenuità che hanno fatto deragliare l’idea.

Il 29 febbraio nella sede milanese di Impact Hub – incubatore di start up e progetti di impresa- si sono alternati al microfono tre professionisti che ci sono passati.

fuckup1okokCome lo stesso CEO di Impact Hub Marco Nannini che, ai tempi consulente di una società di telecomunicazioni con la passione per la vela, viene coinvolto nel management del team spagnolo Green Comm Racing per partecipare alla 34 edizione di America’s Cup:

Non ci sono rimpianti se penso al mio sogno di velista, ma la nostra squadra è stata penalizzata da una mancanza di trasparenza, oltrechè di soldi. Non ne avevamo abbastanza per partecipare a una gara di questo livello. Questo mi ha insegnato che è fondamentale non partire se non ci sono i fondi, ma anche che è necessario studiare con attenzione le persone con cui ci mettiamo in gioco. Facendomi guidare dalla passione mi sono esposto fidandomi troppo sulla parola.

fuckup2okNon si finisce mai di conoscere le persone, a partire da se stessi. Sembra questa la lezione di Francesca Parviero, esperta di servizi, strategie e formazione di Risorse Umane 2.0, penna del blog multifirma del Sole24Ore AlleyOop che, in tortuoso percorso di studi e professionale in cui ha sempre mirato all’indipendenza, nel 2010 lancia The Hr Jungle:

Eravamo tre socie, a un certo punto ho capito di non identificarmi più con le visioni e le priorità di chi aveva condiviso con me l’idea iniziale. Accettarlo è stata la cosa più dura. Oggi dico che, se si vuole fare impresa, è bene provare, ma è bene capire quando, in caso, arriva il momento di mollare.

Infine una storia di politiche giovanili in Puglia. Sollevato dall’incarico a partire da gennaio 2016, Annibale D’Elia – con altri – si è fatto promotore di Bollenti Spiriti, un gruppo di lavoro che ha ottenuto fondi e realizzato iniziative per invitare alla partecipazione diretta i giovani della regione:

Fare innovazione voleva dire permettere alle persone di fare qualcosa. Pensiamo al caso Blackshape di Monopoli, disegno e progettazione di aerei in fibra di carbonio che oggi tutto il mondo ci invidia. L’idea è stata di Angelo Petrosillo e Luciano Belviso che sono partiti con i 25mila euro a fondo perduto del nostro progetto- prosegue D’Elia- e non sono gli unici. Il contesto in cui ci muoviamo spesso ci ostacola, però. Ho capito che per accogliere il nuovo bisogna essere disposti a cedere una parte del proprio potere.

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