Fondatore e Presidente di Technogym, marchio sinonimo di wellness e innovazione made in Italy, Nerio Alessandri ha trasformato la passione per il design e la tecnologia in una rivoluzione globale del benessere. Dalla Romagna ai Giochi Olimpici, il suo percorso è un esempio di come la visione imprenditoriale possa farsi cultura. In occasione delle Olimpiadi Invernali, Beesness Magazine incontra l’imprenditore che ha portato il concetto di “allenamento” oltre la palestra, verso una filosofia di vita.
Le Olimpiadi Invernali rappresentano il vertice della preparazione atletica e mentale. Cosa significa per lei, personalmente, accompagnare gli atleti di tutto il mondo in questo percorso attraverso Technogym?
Oggi Technogym è diventata un punto di riferimento per gli atleti di tutto il mondo e questo per me è motivo di grande orgoglio e responsabilità. Con Milano Cortina 2026 raggiungeremo la decima Olimpiade come Fornitore Ufficiale, a testimonianza di un legame solido e duraturo con il movimento olimpico. La nostra priorità non è solo supportare la performance, ma essere al fianco degli atleti nel lungo periodo, accompagnandoli nella loro crescita, nella prevenzione degli infortuni, nella preparazione fisica e mentale. Significa condividere sogni, sacrifici e obiettivi, con la consapevolezza che dietro ogni risultato c’è prima di tutto una persona.

L’Olimpiade è un sogno che unisce nazioni, culture e generazioni. Pensa che anche l’impresa italiana possa ispirarsi a questo spirito di competizione e collaborazione globale?
Il mondo dello sport è una straordinaria fonte di ispirazione per il mondo dell’impresa. Vincere è difficile, ma continuare a vincere è ancora più difficile. Quando diventi il numero uno e un punto di riferimento, tutti ti osservano, studiano i tuoi punti di forza e le tue debolezze. Se torni in campo facendo le stesse cose, perderai di sicuro. È una lezione fondamentale anche per le aziende: bisogna cambiare, innovare, cambiare tattica e strategia continuamente. Le Olimpiadi insegnano che competizione e collaborazione possono convivere ed è proprio questo equilibrio che permette alle imprese di restare rilevanti nel tempo.

In che modo Technogym integra la ricerca scientifica e i dati per migliorare la performance degli atleti olimpici senza sacrificare il lato umano dello sport?
Technogym ha sviluppato un Ecosistema connesso unico che permette di collegare ogni atleta al proprio programma di allenamento personalizzato, basato su dati, obiettivi e esigenze specifiche, in ogni luogo e in ogni momento. Grazie all’intelligenza artificiale, i programmi si adattano in funzione dei risultati, delle prestazioni e dei progressi. Tuttavia, la tecnologia resta sempre al servizio della persona: non sostituisce l’essere umano, ma lo valorizza, rendendo l’allenamento più preciso, più efficace e più motivante.
Le discipline invernali richiedono equilibrio, controllo e precisione. C’è un parallelo con la gestione aziendale e la leadership?
Negli sport invernali servono forza, resistenza, precisione, controllo ed equilibrio: non una sola di queste qualità, ma tutte insieme. Lo stesso vale per l’impresa. Oggi per vincere nello scenario aziendale bisogna accettare il paradosso e saperlo cavalcare: non fare bene o velocemente, ma fare bene e velocemente; non essere globali o locali, ma essere globali con grande attenzione agli aspetti locali. È il passaggio da un mindset dell’“o/o” a un mindset dell’“e/e”, che richiede visione, flessibilità e grande capacità di adattamento.

In un mondo dove la tecnologia cambia ogni giorno, come si riesce a mantenere “allenata” anche l’innovazione?
L’innovazione va allenata esattamente come un atleta: con disciplina, metodo e cambiamento continuo.
Le Olimpiadi per noi sono come la Formula 1 per l’industria automotive: un laboratorio straordinario dove testiamo tecnologie, materiali e soluzioni estreme che poi vengono trasferite nei prodotti per tutti.
Ma soprattutto serve una cultura aziendale che non dia mai nulla per scontato: bisogna rimettersi in discussione ogni giorno, così come fanno gli atleti.
Le Olimpiadi sono anche uno spettacolo mediatico. Quanto conta oggi il design e l’esperienza visiva nel rendere lo sport un linguaggio universale?
Conta moltissimo. Technogym è stata tra le prime aziende a introdurre il design nel mondo dello sport, portando bellezza, armonia e stile in un settore tradizionalmente tecnico. Lo sport oggi è anche immagine, emozione, racconto visivo. Il design è un linguaggio universale che rende l’esperienza sportiva più coinvolgente, più accessibile e più ispirazionale per tutti.
Lei ha coniato il concetto di “Wellness Economy”. Come si può trasformare questa visione in una politica culturale e sociale capace di generare benessere diffuso?
Oggi wellness e salute sono un vero e proprio macro-trend globale e l’Italia ha una grande opportunità: diventare il primo produttore di benessere al mondo. In Romagna abbiamo già creato un modello concreto con la Wellness Valley. Ora stiamo lavorando per lasciare una legacy dopo Milano Cortina 2026 con i progetti Milano Wellness City e Cortina in Wellness, per promuovere Milano come prima wellness city al mondo e Cortina come destinazione wellness globale. Mettendo a sistema arte, cultura, sport, design e tecnologia, tutta l’Italia può diventare una grande Wellness Valley.

Technogym è sinonimo di made in Italy nel mondo. Quali valori italiani ritiene più riconoscibili nel suo marchio?
Sicuramente il design, la qualità, la cura per i dettagli e la creatività. Ma c’è un valore ancora più profondo: il wellness come stile di vita, che è profondamente italiano e si ispira al principio romano del “mens sana in corpore sano”. È un modo di vivere che unisce equilibrio, bellezza, movimento, socialità e cultura del benessere.
L’intelligenza artificiale sta entrando nel fitness. Crede che potrà potenziare la motivazione umana o rischia di sostituirla?
Sono convinto che l’AI possa assolutamente potenziare la motivazione umana. Per il consumatore rappresenta un enorme vantaggio perché consente di accedere a programmi di Precision Training completamente personalizzati su dati, obiettivi e aspirazioni individuali, che si evolvono continuamente nel tempo in base ai risultati. È anche un grande vantaggio per i trainer e per gli operatori di settore, che possono automatizzare molti aspetti gestionali e concentrarsi sulla relazione umana con il cliente, che resta insostituibile.
Come si traduce lo spirito olimpico — “Citius, Altius, Fortius” — nella vita quotidiana di un imprenditore e di un innovatore come lei?
Si traduce nel non sentirsi mai arrivati. Significa cercare ogni giorno di migliorarsi, di andare un po’ più veloci, un po’ più in alto, un po’ più lontano.
Ma, soprattutto, significa ricordarsi che quando diventi un riferimento devi cambiare continuamente, perché il mondo intorno a te non smette mai di muoversi.

C’è un atleta, tra quelli che hanno utilizzato le vostre tecnologie, che rappresenta al meglio i valori di Technogym?
In quarant’anni ne ho conosciuti davvero tantissimi. Se proprio dovessi fare un nome, direi Michael Schumacher, che ha collaborato con noi per oltre quindici anni. È stato un esempio straordinario di impegno, rigore, determinazione e valori. Ma, in generale, ogni atleta olimpico incarna perfettamente lo spirito di sacrificio e di miglioramento continuo che coincide con la nostra filosofia.
Le prossime Olimpiadi Invernali guardano alla sostenibilità e alla responsabilità ambientale. Quanto è centrale oggi il concetto di “benessere sostenibile”?
Il wellness e la salute delle persone sono oggi elementi chiave per la sostenibilità socio-economica di lungo termine. Più salute per le persone significa più benessere sociale per i Paesi, più creatività e produttività per le imprese e più felicità per i cittadini. Non può esistere sostenibilità ambientale senza sostenibilità della salute.
Guardando al futuro, quale sarà secondo lei la prossima frontiera del wellness globale? Stiamo andando verso un’era di “allenamento interiore”?
La parola chiave del futuro sarà personalizzazione. Andiamo verso esperienze di allenamento completamente personalizzate grazie ai dati per ogni singolo individuo, nel fitness, nel wellness, nello sport e nella salute. Accanto al corpo crescerà sempre di più l’attenzione alla mente, all’equilibrio emotivo e alla qualità della vita. Il vero futuro del wellness è prendersi cura della persona nella sua totalità.
A cura di Christian Gaston Illan


