CIR food, quando il cibo è cultura

Share:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Print

CIR food, impresa leader nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, con 1.300 cucine dislocate in ben 16 regioni e 60 province italiane –  Tradizione e innovazione, salute e benessere, etica e responsabilità. In una parola sola: cultura.

Per CIR food, impresa leader in Italia nel settore del foodservice, fare ristorazione significa molto di più che nutrire le persone con un cibo buono, nutriente e accessibile. Significa dare valore al cibo, promuovendo una corretta cultura dell’alimentazione, che colga gli stili di vita e i cambiamenti della società. È questa la visione che guida l’azienda di Reggio Emilia sin dalla sua nascita, sul finire degli anni ’70. In meno di mezzo secolo di storia, CIR food è riuscita a diventare una delle più importanti realtà italiane ed europee attive nel settore della ristorazione collettiva e commerciale. Oggi i numeri parlano di 82 milioni di pasti prodotti e serviti all’anno, 11.500 dipendenti e una presenza capillare sul territorio, con 1.300 cucine dislocate in ben 16 regioni e 68 province italiane. Nel 2015 il giro di affari è stato pari a 547 milioni di euro, con un utile che ha quasi raggiunto quota 17 milioni di euro.

Ristoranti aziendali, refettori scolastici, strutture ospedaliere e assistenziali, locali pubblici e buoni pasto: sono diversi i segmenti di business dell’impresa che ha recentemente approvato un Piano Strategico che prevede un aumento del fatturato del 46% entro il 2020. «Le nostre linee di sviluppo e i nostri obiettivi per il futuro sono molto chiari e definiti – spiega Chiara Nasi, presidente e amministratore delegato di CIR food – Il percorso di crescita di CIR food si basa su alcuni punti chiave: fra questi, i più importanti sono l’internazionalizzazione e lo sviluppo della ristorazione commerciale, ovvero l’ampliamento della nostra rete di pubblici esercizi. Ad oggi – prosegue Nasi – gestiamo circa 100 locali fra ristoranti self service e free flow e caffetterie snack bar, con un fatturato di poco superiore ai 60 milioni di euro. Il progetto è quello di raddoppiare questa quota, proponendo nuovi format e concept di servizio, fra cui quelli lanciati in occasione di EXPO 2015, dove siamo stati Concessionari Ufficiali per i servizi di ristorazione».

I driver di sviluppo che guideranno l’impresa nel segmento della ristorazione commerciale saranno molteplici, come illustra Emilio Fiorani, direttore della Divisione Ristorazione Commerciale. «Partiremo dal consolidamento e rinnovamento della nostra attuale rete di pubblici esercizi, che già oggi raggiunge migliaia di persone al giorno. La parte più consistente del lavoro sarà, però, l’ampliamento e l’affermazione dei nostri nuovi format di ristorazione all’interno di contesti come centri commerciali, stazioni, aeroporti e centri urbani ad alto flusso». Ma quali sono i nuovi concept di servizio studiati dall’impresa per venire incontro ai mutevoli bisogni di un consumatore sempre più esigente e sempre meno fedele? «Si va dalle caffetterie snack a marchio Chiccotosto ai quick service restaurant Viavai e Let’s Toast – aggiunge Fiorani – Quest’ultima formula, in particolare, sarà al centro di tre nuove aperture nei primi mesi del 2017 – spiega, rimarcando che «a queste se ne aggiungeranno altrettante nel corso dell’anno che riguarderanno tutte le nostre insegne, a un ritmo di almeno 10 all’anno fino al 2020».

Il portfolio di soluzioni CIR food, però, non si esaurisce qui: l’impresa è infatti attiva anche nella ristorazione di alta gamma. Da giugno dello scorso anno, infatti, il Gruppo gestisce il ristorante Piano35 all’interno del prestigioso Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino, mentre a metà febbraio di quest’anno è prevista l’apertura di un locale a marchio Aromatica – il concept di ristorazione gourmand di CIR food gestito in collaborazione con CHIC Charming Italian Chef – nel nuovissimo city stile district Scalo Milano. Infine, un’ulteriore linea di sviluppo della ristorazione commerciale è rappresentata dalle partnership e le joint venture con altri importanti player dell’imprenditoria italiana. «A novembre dello scorso anno abbiamo siglato una partnership strategica con il Gruppo Feltrinelli – conclude Fiorani – che prevede lo sviluppo di RED (Read. Eat.Dream), l’innovativo modello di store esperienziale che coniuga offerta editoriale, intrattenimento e ristorazione. L’obiettivo è aprire 20 punti vendita nei prossimi 4 anni».

Possono interessarti anche..

COME GESTIRE UNA RETE IN FRANCHISING

INTRODUZIONE Come gestire una rete in franchising – Dopo il nostro articolo su come creare una rete in franchising, abbiamo ricevuto diverse richieste di approfondimento su un altro