Startup: come creare il team giusto. Intervista a Daniele Ratti di Fatture in Cloud

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Gli investitori puntano su un team e non su un’idea. Questa è una delle lezioni che come startupper dovrai avere bene a mente. Una buona squadra di lavoro fa la differenza perché consente all’idea di “marciare” e trasformarsi in un’attività remunerativa.

Daniele Ratti, a soli 25 anni ha fondato Fatture in Cloud

Da questo deriva che una delle competenze più importanti per uno startupper è proprio quella di saper selezionare bene le persone con cui collabora. Per capire come si sceglie il “collaboratore perfetto” abbiamo chiamato in causa Daniele Ratti. A soli 25 anni ha realizzato una startup specializzata in soluzioni per gestire la contabilità, Fatture in Cloud, che è stata comprata (ha fatto “exit” nel gergo delle startup) dal gruppo Team System S.p.A.. Oggi Daniele è ancora al timone dell’azienda dove guida un gruppo di 11 persone. A Beesness spiega quali sono le sue strategie per un buon recruiting e come si gestisce una squadra nel modo più efficace.

Istinto vs ragione

Daniele racconta qual è il suo dipendente ideale: «Mi tengo lontano da figure troppo “accademiche”, che sanno tanta teoria e poca pratica. Quello che cerco invece sono persone che hanno voglia di crescere dal punto di vista professionale e personale e non vogliono restare “chiuse”  in un ruolo specifico. Mi piace chi ha desiderio di intraprendere un percorso  di miglioramento, prima di puntare a un aumento di stipendio». Inoltre, il founder svela che preferisce dipendenti dallo spirito imprenditoriale capaci di apportare un reale valore in azienda con idee e proposte.

Startup vs aziende

Una startup ha ritmi completamente diversi da quelli di un’azienda consolidata. Anche i dipendenti vanno scelti secondo quest’ottica, come spiega Daniele:

Una startup, rispetto a un’azienda, sarà un ambiente completamente diverso. Nella prima ci saranno tutta una serie di procedure, gerarchie e permessi, mentre in una startup si eliminano molti passaggi e intermediari. Il risultato è un ritmo molto più alto da una parte e dall’altro un maggiore coinvolgimento dei dipendenti nella gestione delle attività.

Daniele svela che in Fatture in Cloud i dipendenti, dal customer care ai programmatori, vengono coinvolti anche in  progetti diversi dall’ambito di attinenza,come quelli promozionali e di  marketing: «Per l’ultima campagna, una serie di video virali che abbiamo realizzato, abbiamo coinvolto tutti nella fase di ideazione. Questo diventa fondamentale per fare sentire tutti parte integrante del progetto e trasmettere il messaggio che contano le opinioni di tutti. Farlo in una grossa compagnia di duemila dipendenti sarebbe impossibile, ci sarebbe anarchia. In una startup, al contrario, puoi riuscirci».

È importante credere nelle proprie capacità, ma il troppo…

Daniele fa una distinzione tra il dipendente che ha fiducia nei suoi mezzi e quello che ne ha anche fin troppa: «L’umiltà è un valore. Evito di assumere chi si vanta troppo dei risultati che ha raggiunto in carriera. L’umiltà è sinonimo per me di apertura mentale, di una predisposizione ad apprendere cose in campi diversi dal proprio. Se non c’è quest’inclinazione naturale il dipendente resterà fermo sulle sue convinzioni e non saprà apportare un reale valore al lavoro del team».

Oltre al carattere ci sono poi le competenze.

La startup ha messo in piedi tutta una serie di test per valutarle in fase di selezione: «L’esperienza ci ha insegnato che spesso non c’è nessuna correlazione tra le competenze riportate nei CV e quelle poi effettive. Per questo abbiamo adottato un criterio meritocratico e sottoponiamo i candidati a una serie di test che ci permettono di capire quali sono le loro reali attitudini».

Formazione e orari smart

È facile dire che una startup vuole dipendenti che sappiano spaziare in settori diversi e che siano pronti a mettere in campo il loro spirito imprenditoriale. La parte difficile è semmai come stimolarli per arrivare a questi risultati. Daniela spiega la sua formula: «Ci sono corsi di formazione che mettiamo a disposizione, ma anche delle attività di ricerca che vengono fatte insieme al team. Anche per i video virali ci siamo mossi in tal senso. Diverse riunioni in cui a ognuno veniva assegnato un progetto di ricerca sull’argomento per avere una completa panoramica di quello che andava fatto, per esempio per realizzare lo script o su come girare un video. Anche se ti avvali di professionisti è giusto che la tua squadra conosca bene gli aspetti del lavoro che andrà realizzato».
La formazione è solo una delle componenti che servono a creare un ambiente di lavoro capace di far crescere i dipendenti. Daniele racconta come suo padre non amasse particolarmente il suo lavoro, aspettando con ansia il weekend: «Non volevo che io stesso o i miei dipendenti avessero la sensazione di odiare il lavoro che fanno. Per questo ho pensato subito a una serie di agevolazioni, come la possibilità, quando ne hanno necessità, di lavorare da casa. Nella prossima sede che apriremo a breve, metteremo a loro disposizione anche una sala relax e una piccola palestra, così che potranno sentirsi a casa e associare il loro lavoro a qualcosa di piacevole. Così come dovrebbe essere per tutti».

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