Versace – Non solo moda

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Santo Versace, nome tra i più noti al mondo nell’alta moda e Presidente, da gennaio 2007, di Fondazione Operation Smile Italia Onlus, si racconta svelando un’attenzione particolare al prossimo che ha origini lontane.

Ho vissuto la moda prima ancora di nascere. Da papà Antonino ho assimilato la passione per il marketing e l’organizzazione, divenute poi la mia professione, mentre Gianni gattonava tra pizzi e merletti nella sartoria di mamma Franca

Quali sono gli obiettivi della Fondazione?

“La Fondazione nasce in Italia nel 2000 come satellite della Fondazione statunitense Operation Smile costituita nel 1982 per garantire ad ogni bambino l’accesso gratuito a cure chirurgiche, sicure e di qualità, volto a correggere gravi malformazioni cranio-maxillo-facciali come il labbro leporino, la palatoschisi e gli esiti di ustioni e traumi; promuovere lo sviluppo dell’autosufficienza medica a livello locale nei Paesi in cui opera, attraverso la formazione del personale sanitario locale; assicurare cure continuative tutto l’anno, grazie ai centri di cura presenti nel mondo; donare attrezzature medico chirurgiche ai Paesi in via di sviluppo dove è presente; condurre ricerche per identificare le cause che determinano la labiopalatoschisi e consentirne la prevenzione”.

Moda e Onlus si fondano in Santo Versace in un binomio in apparenza inconciliabile. Come nasce l’interesse per questi due settori?

“Si conciliano perché la sensibilità delle persone che lavorano nel mondo della moda li conduce inevitabilmente ad impegnarsi nel sociale. Ho vissuto la moda prima ancora di nascere. Da papà Antonino ho assimilato la passione per il marketing e l’organizzazione, divenute poi la mia professione, mentre Gianni gattonava tra pizzi e merletti nella sartoria di mamma Franca. Ho avuto due genitori straordinari che nella loro vita hanno sempre pensato ad aiutare il prossimo, come parte integrante della loro cultura e del loro DNA, e sono stati l’esempio di cosa significa aiutare quotidianamente chi ha bisogno. L’attenzione alle persone e il dovere morale verso chi è meno fortunato sono sempre stati a me congeniali”.

Come avviene il Suo coinvolgimento in un’iniziativa di tale genere e portata?

“Ho conosciuto la Fondazione nel 2007, grazie a mia moglie Francesca De Stefano e fin dall’inizio ho sposato la causa con il desiderio di contribuire concretamente a migliorare la vita dei bambini affetti da labiopalatoschisi. Con un intervento di circa 45 minuti i bambini che nascono con malformazioni al volto possono vivere una vita normale e non essere socialmente emarginati”.

Santo Versace con Agata Patrizia Saccone, Presidente di Taomoda, e con la stilista Margherita De Cles

Quali sono le più grandi soddisfazioni nei due ambiti?

“Nella moda abbiamo creato un marchio storico mondiale che insieme ad altri marchi ha lasciato e lascerà un segno indelebile. Da ragazzi abbiamo non solo sognato, ma anche realizzato più di quanto non avessimo osato immaginare. Nel sociale ho sentito la stessa spinta propulsiva, il medesimo dovere di impegnarmi. Assistere a come cambia la vita di questi bimbi è qualcosa di unico
che lascia un segno incancellabile. La maggioranza dei bambini malformati, in assenza d’intervento, difficilmente riesce a superare i 18 anni di vita. Dal 1982 sono migliaia i volontari provenienti da oltre 80 Paesi del mondo, anche italiani, che hanno effettuato gratuitamente più di 240.000 interventi chirurgici, cambiando la vita di tantissimi bambini. Nel 2016 Operation Smile Italia ha contribuito alle missioni mediche internazionali, inviando sul campo 71 volontari italiani in 34 missioni in 19 diversi Paesi del mondo”.

Quali sono i punti di forza della strategia della Fondazione nel perseguire i propri obiettivi e quali le principali difficoltà?

“I punti di forza sono rappresentati dalle numerose iniziative territoriali, dall’elevato contenuto qualitativo del nostro operato e dal comunicare con efficacia i risultati raggiunti. La Fondazione è stata scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità come parametro di riferimento per la qualità nel settore in cui opera. Una delle principali difficoltà che riscontriamo è reperire un maggior numero di volontari medici e di operatori sanitari che partecipino alle missioni umanitarie. La necessità di soccorso è elevata e crescente e una delle nostre più grandi battaglie a livello mondiale è rappresentata dal garantire a tutti i bambini il diritto a ricevere cure sin dalla nascita”.

Quali sono le principali iniziative sul territorio italiano?

“Abbiamo concluso il 6 dicembre scorso l’asta dei vini per la raccolta fondi; abbiamo creato nel 2011 la Smile House a Milano, primo centro di cura multispecialistico nel settore in Europa,  all’interno dell’Ospedale San Paolo, oggi ASST Santi Paolo e Carlo, Polo Universitario di Milano. Abbiamo avviato, il 15 dicembre scorso, le attività della Smile House a Roma presso l’Ospedale San Filippo Neri, in seguito alla firma del Protocollo d’Intesa tra Fondazione, Regione Lazio e ASL Roma 1. Quest’ultima sarà un centro di riferimento per tutti i pazienti nati con malformazioni al volto che risiedono nel Centro-Sud Italia e per le loro famiglie”.

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