LA DOGARESSA DI VENEXIA

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Lorenza Lain, splendida bellezza mediterranea dalla silhouette perfetta e lunghe gambe snelle, è anche donna determinata ed efficiente nel ruolo di direttore generale dell’Hotel “Ca Sagredo”, nella città della laguna. È riuscita a ritagliarsi un momento per noi mentre – nell’inconfondibile accento…tra caffè e deliziosi cioccolatini – racconta d’essere del nord d’Italia e, non a caso:

“Sì, sono veneta, di Vicenza esattamente, e lavoro qui a Venezia dove ci troviamo, in questa splendida città che tra l’altro ha appena compiuto 1.600 anni e quindi come non apprezzarne la grandiosità”.

Notiamo la solarità che emana dal bel sorriso radioso, unita all’estrema disponibilità nel porgersi. Abbiamo varie domande… possiamo iniziare?

“Come no…prego!”

Nell’era del post-Covid è opportuno secondo lei fare rete in questi locali di altissima eccellenza?

“Beh, Covid a parte, Venezia è una città che si presta a fare rete d’eccellenza in quanto palcoscenico del mondo per definizione. L’arte, la cultura, la moda, lo stile, la presentazione di libri, ed ancora, musica, concerti, regnano in questo luogo incantevole vero e proprio simbolo nel mondo. Tra l’altro nell’era pre-Covid ci eravamo molto adoperati in merito.”

Presumiamo in sinergia con gli altri hotel.

Lorenza Lain

“Si, tutti hotel di lusso, facendo molte attività in proposito. È stata organizzata l’ottava edizione della regata ‘Venice Hospitality Challenge’, splendida regata nel bacino di San Marco, ove hotel come il “Gritti”, “Danieli”, “Luna”, “Monaco”, vengono abbinati ad imbarcazioni molto importanti: noi del “Ca Sagredo “con “Arca Fondi, Team guidato da Furio Benussi pluripremiato skipper, che ha vinto per ben quattro volte la ‘Barcolana’. Questo per dirle che collaboriamo a 360° gradi. E esiste sicuramente una buona coesione”.

La clientela del “Ca Sagredo” è senz’altro internazionale ma, quella italiana tiene il passo?

 “Sì, assolutamente, questo ci ha salvato in questo periodo del Covid. Ca Sagredo ha sempre avuto per vocazione…ospiti in gran parte americani, meno asiatici, tuttavia abbiamo sempre avuto la nostra nicchia di mercato italiano e questo per varie ragioni: innanzi tutto perché Ca Sagredo è l’unico hotel in Italia riconosciuto monumento nazionale, di conseguenza collaboriamo moltissimo con le fondazioni, musei, gallerie d’arte, etc., con convenzioni a condizioni privilegiate che estendiamo a queste istituzioni. Personalmente sono nel Consiglio di amministrazione dei Musei Civici di Venezia. Pertanto come albergo il riferimento è tracciato con il mondo artistico. L’altra ragione è che siamo molto conosciuti sul mercato italiano in virtù anche in ragione dell’installazione delle famosissime “Mani” di “Lorenzo Quinn Support”, del 2017, che ha reso celebre l’hotel in Italia e nel mondo. Quindi parlerei di industria creativa, la creatività italiana piace moltissimo atteso questo connubio tra l’autenticità e l’essenza di Venezia, quale identità veneziana.

Lei è una figura manageriale a tutto tondo che opera in vari settori: come si fa a gestire tutto al meglio, quali sono le formule vincenti o semivincenti?

“Beh…ho dei bravissimi collaboratori di cui vado molto fiera e che sono con me da moltissimi anni, curando i vari aspetti glamour che, creda, sono tanti come seguire gli ospiti del Festival del Cinema di Venezia. L’Hotel ha aperto nel 2007 e le persone rendono vivo questo luogo che …diciamo è un museo, una casa, tra l’altro è stata in passato persino casa di un Doge – “Ca Sagredo” appunto -, senza dimenticare che qui ha vissuto anche Galileo Galilei. Pertanto questa parte austera, storica, si sposa anche con la semplicità di un servizio che cerca di essere al livello della clientela allo stesso tempo in maniera amichevole: da questo il motivo che le persone ritornano sempre con piacere a “Ca Sagredo”, considerato buon punto di riferimento.”

Un soggiorno tipo di quanti giorni si compone in questo complesso?

“Beh… a Venezia lo dico in cifra matematica da uno a otto giorni, al “Ca Sagredo” non meno di due, tre giornate nonostante vi siano persone che si fermano una o due settimane; quanto agli artisti, musicisti, scrittori, si fermano decisamente per periodi anche più lunghi.”

Parliamo di prezzi?

“Certamente, andiamo da 250 euro per una camera standard in bassa stagione, sino a 5000 per una suite in alta stagione”.

Sappiamo che lei conosce bene la stilista Eleonora Lastrucci godendo di un ottimo rapporto.

“Esatto, ci unisce una grande amicizia personale. La considero capace di unire creatività a quella soavità di persona prettamente armonica nelle sue creazioni, nonché nel suo pensiero estremamente dolce ed etereo, occupandosi della bellezza delle donne poiché vestirle è un compito impegnativo che lei fa con gran leggerezza. Tra noi regna una buona stima reciproca, abbiamo collaborato tanto assieme e non mancherà proprio di proseguire.”

Abbiamo visto al piano di sopra lo splendido figurino ‘Florentia’, il bellissimo e sontuosissimo abito tricolore tutto rose …senza spine!

“Già, l’anno scorso proprio con Eleonora creammo un progetto ben articolato assieme al tenore Rogito Rusino, che cantò dai balconi l’inno veneziano nonché l’inno d’Italia, esponendo poi Florentia con i colori della bandiera italiana quale omaggio di Venezia all’Italia, la nostra patria. Da considerare poi che tale abito è stato al centro di un video girato a Palazzo Ducale, che spopolò letteralmente su tutti i social lo scorso anno, diffondendo un messaggio fortissimo di grande forza ed impatto.”

Al “Ca Sagredo” soggiorna spesso l’artista Lorenzo Quinn.

“Esatto, è cugino di mio marito, cugino di sangue, Anthony Quinn aveva la seconda moglie veneziana, Iolanda Addolori zia appunto di mio marito. Non a caso le sculture delle ‘Mani’ a cui Lorenzo si applica spesso, rivestono una simbologia ben precisa.”

Se vuol dire qualcosa in merito a Beesness dal momento che viene spedita regolarmente al “Ca Sagredo” nonché esposta nei vari ambienti, ci fa estremamente piacere.

“Beesness è una rivista che invita alla creazione, che aggrazia, e dal momento che è regolarmente qui presente, è bene continuare ad essere ambasciatori del nostro paese, pur mantenendo una forte identità veneziana. Questo soprattutto per quanto riguarda i giornalisti, di non cadere nella trappola della globalizzazione tenendo alte tutte le attività intellettuali e creative del nostro paese. Eleonora Lastrucci di questo ne è buon esempio, senza lasciarsi fagocitare da questa idea di massificazione…irrilevanza della uguaglianza, no, no! E nemmeno tutti uguali ed internazionali. Lo dice una persona cresciuta all’estero che tuttavia ha mantenuto una fortissima identità italiana. Parlo in generale, niente di personale, ribadendo tuttavia il concetto che il giornalismo deve dare informazioni corrette soprattutto pro Italia.”

Siamo al termine di questa lunga intervista, ci hanno detto che questa struttura si occupa anche del “Carnevale di Venezia” ed allarga i propri spazi anche per altre manifestazioni.

“Ca Sagredo” è una industria creativa e già opera d’arte, pertanto oltre ad essere un hotel capace d’ospitare clienti da tutto il mondo, conserva il patrimonio artistico tramandato a noi dai Sagredo. Gli altri hotel subiscono trasformazioni che spersonalizzano i luoghi, noi invece ci teniamo non poco a tale continuità prodigandoci, come detto prima, alla divulgazione della cultura in tutte le sue forme, con presentazione di libri, eventi gratuiti aperti al pubblico, facendo divenire “Ca Sagredo” vero e proprio salotto culturale. Praticamente la realizzazione d’un sogno”.

Ovvero sia?

“Diventare promotori di arte e cultura grazie soprattutto all’opera di Lorenzo Quinn voluta per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici, un forte messaggio verso la tutela delle acque lagunari, raccontandone l’estrema fragilità. Tutto questo non tralasciando inoltre il bellissimo “Giardino di vetro” di Marco Nereo Rotelli installato nel 2019 proprio qui, in Campo Santa Sofia”. Con tanto di benedizione da parte del: “Monsignor el Doxe!”

A cura di Carla Cavicchini

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