Quali sono le principali priorità sportive e organizzative che sta portando avanti nella nostra regione per rafforzare il movimento Federkombat?
Le priorità che stiamo perseguendo si fondano su quattro pilastri: qualità tecnica, solidità organizzativa, attività giovanile e crescita del movimento. Dal punto di vista tecnico, stiamo organizzando corsi in collaborazione con il CONI regionale, puntando alla massima qualità per formare tecnici regionali sempre più preparati. Per quanto riguarda l’attività sportiva, abbiamo strutturato un calendario regionale coerente e competitivo, capace di offrire agli atleti un percorso progressivo e meritocratico verso i Campionati Nazionali. Vogliamo competizioni sempre più organizzate, sicure e di alto livello tecnico. Abbiamo inoltre organizzato il Lombardia Open, gara interregionale di kickboxing che ha coinvolto circa 900 atleti provenienti da nove regioni d’Italia. Sul piano organizzativo, stiamo rafforzando il dialogo costante con le società affiliate, migliorando i processi di comunicazione e supporto, affinché ogni affiliata possa operare in modo efficace e in linea con le direttive federali. L’obiettivo è consolidare sempre di più la nostra regione come punto di riferimento nel panorama Federkombat, sia per numero di praticanti sia per risultati sportivi.

Come sta lavorando con le società del territorio per creare un percorso di crescita strutturato per atleti, tecnici e giovani talenti?
Il rapporto con le società è centrale nella strategia del Comitato Regionale. Promuoviamo una programmazione condivisa che tenga conto delle esigenze di tutte le realtà affiliate. Per i giovani talenti stiamo strutturando circuiti dedicati, come la Kickboxing Kids, oltre a stage regionali mirati alla crescita tecnica. Abbiamo inoltre ideato il Team Lombardia Giovanile, che accompagna gli atleti più promettenti nelle competizioni internazionali WAKO, offrendo loro opportunità di confronto ad alto livello.
Quanto conta oggi promuovere una cultura sportiva che unisca disciplina, sicurezza e inclusione all’interno delle palestre e dei centri affiliati?
È un aspetto fondamentale. Gli sport da combattimento insegnano disciplina, rispetto delle regole e autocontrollo. Tuttavia, oggi è imprescindibile integrare questi valori con una forte attenzione alla sicurezza e all’inclusione. Inclusione significa aprire le porte delle nostre palestre a tutti, senza distinzioni, promuovendo uno sport accessibile, educativo e formativo. Le nostre società non sono solo luoghi di allenamento, ma veri e propri centri educativi nei quali si costruiscono carattere, responsabilità e spirito di squadra.

Quali sono i progetti o eventi regionali che ritiene possano avere un impatto significativo sulla visibilità e sullo sviluppo degli sport da combattimento?
I Campionati Regionali rappresentano il cuore dell’attività agonistica e uno strumento fondamentale di crescita e selezione. Accanto a questi, vengono organizzati eventi promozionali di alto livello, alcuni dei quali vengono trasmessi in TV e registrano migliaia di spettatori in presenza. La visibilità passa anche attraverso un costante miglioramento dell’organizzazione e della comunicazione, che devono essere in grado di trasmettere il vero valore degli sport da combattimento: tecnica, rispetto, sacrificio e passione.
Quali sono le direttrici strategiche su cui la Federkombat sta investendo per consolidare la propria presenza e competitività a livello nazionale?
La Federkombat sta investendo su pilastri fondamentali per consolidare la propria presenza e competitività a livello nazionale.
La Territorialità è la nostra radice. Garantire una presenza capillare, una rete solida di società e atleti che si estenda e che si mantenga su tutto il territorio italiano. Valorizzare le specificità locali, perché è dal territorio che nasce la vera forza.
La Didattica è la nostra bussola. Sviluppare programmi didattici innovativi e corsi sempre più performanti per garantire standard elevati in tutta la federazione che possano essere diffusi, oltre che nelle Palestre, anche nelle Scuole e nelle Università.
L’Attività Sportiva è il nostro cuore pulsante. L’impegno di garantire uniformità e qualità in tutti gli eventi su scala nazionale, incentivando sempre più la partecipazione di tutti. Puntare, inoltre, su nuovi programmi che uniscano forma fisica e salute sportiva, perché i nostri sport non sono solo tecnica, ma veri percorsi di crescita che strutturano il carattere e la persona nella sua interezza.
L’Attività Sociale ed Inclusione, il nostro impegno verso lo sviluppo di attività sociali ed inclusive è un cardine irrinunciabile, sulla via dello sviluppo e del miglioramento. Abbiamo strutturato e messo a terra progetti che riguardano il coinvolgimento delle Scuole di ogni ordine e grado (elementari, medie,superiori e università). Abbiamo stretto collaborazioni per progetti che operino contro la violenza di genere e del bullismo ad ogni livello, abbiamo lavorato per produrre programmi e iniziative di inclusione sociale, rivolte soprattutto a tutti coloro che noi definiamo “superabili” e cioè rivolto a coloro che sono affetti da disabilità intellettive di vario genere.
Infine, la Comunicazione è la nostra voce. Stiamo amplificando la nostra presenza attraverso social media e canali digitali. Vogliamo valorizzare le nostre discipline e i nostri straordinari atleti, raggiungendo un pubblico sempre più vasto.

L’Italia sta crescendo nei risultati internazionali: quali elementi stanno contribuendo maggiormente a questo progresso?
Siamo orgogliosi di veder brillare i nostri atleti sulla scena mondiale! Questo successo non è un caso, ma il risultato di un impegno strategico e un lavoro instancabile su più fronti. Abbiamo affinato il nostro sistema di selezione, individuando e coltivando i talenti emergenti con percorsi di crescita mirati e rigorosi. Spingiamo i nostri atleti a confrontarsi con l’élite mondiale: le competizioni internazionali sono il nostro campo di prova, dove si forgia l’esperienza e si affina la tecnica. Un dialogo aperto e costante con i tecnici di società e nazionali garantisce strategie di preparazione di livello. Ma la nostra vera forza è l’unità! Abbiamo creato un ecosistema di collaborazione e sostegno reciproco che rende continuo il movimento degli sport da combattimento in Italia.
Come vede l’evoluzione degli sport da combattimento nel contesto nazionale e quali sfide reputa cruciali nei prossimi anni?
In Italia gli sport da combattimento sono in fase di crescita e trasformazione e non è solo un aumento del numero di praticanti, ma anche una maggiore accettazione e riconoscimento a livello culturale e sportivo. Stiamo uscendo da nicchie per abbracciare un pubblico sempre più vasto, con sempre più attenzione mediatica e interesse da parte delle istituzioni. C’è un’energia positiva contagiosa, un vero e proprio slancio che ci porta avanti. Vedo un movimento più unito, più professionale, e più consapevole del proprio potenziale. Sono estremamente ottimista sul futuro. Se continueremo a lavorare con la stessa dedizione e passione, non solo supereremo le sfide, ma vedremo i nostri sport raggiungere importanti traguardi e riconoscimenti non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Naturalmente, c’è il grande sogno: le Olimpiadi. Lavoreremo instancabilmente per vedere i nostri atleti gareggiare sul palcoscenico olimpico.

Che ruolo attribuisce alla formazione centralizzata di atleti, tecnici e arbitri per creare un sistema omogeneo e di alto livello su tutto il territorio?
Per noi è cruciale investire nella formazione. Stiamo qualificando i nostri tecnici e arbitri attraverso corsi specifici e programmi di aggiornamento continuo, così da elevare costantemente i nostri standard qualitativi. La formazione centralizzata è il cuore pulsante del nostro sistema. C’è un principio che guida tutta la nostra azione: se formi i tecnici, avrai atleti migliori. È una catena virtuosa che parte dalla qualità della formazione. Una preparazione superiore si traduce in performance vincenti a livello nazionale e internazionale. Altresì, parte della formazione viene gestita territorialmente, perché è importante avere una presenza sul territorio regionale che si prenda carico della formazione primaria e che segua anche le esigenze e le particolarità di ogni area. Solo così possiamo avere una percezione reale delle esigenze locali e potremo rispondere in modo efficace. L’equilibrio tra coordinamento centrale e sensibilità territoriale è la chiave del successo. Inoltre è necessario che i programmi della formazione sono sempre gestiti dalla Scuola di Formazione Nazionale.
Quanto sono strategici i grandi eventi e le collaborazioni internazionali per posizionare la Federkombat italiana tra i protagonisti globali?
Sono importanti, ovviamente. Ma lasciatemi spiegare il vero motivo per cui crediamo così tanto negli scambi internazionali: è che solo attraverso l’interscambio possiamo avere stimoli continui e la voglia di fare sempre meglio. Quando i nostri atleti e tecnici si confrontano con realtà diverse, quando partecipano a eventi internazionali, tornano arricchiti, motivati, con nuove idee e nuova energia.
Siamo parte di una comunità internazionale, confrontarsi con le varie realtà del mondo non solo eleva il nostro livello tecnico, ma crea relazioni durature e opportunità di crescita reciproca. Ogni competizione internazionale, ogni collaborazione con federazioni estere alimenta la nostra voglia di fare sempre meglio, di alzare l’asticella e di portare l’Italia al vertice mondiale degli sport da combattimento, mantenendo però sempre le radici ben salde nel nostro territorio e nella nostra comunità sportiva.
A cura di Christian Gaston Illan



