D-table, il tavolo dai 100 tocchi

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Dalla tradizione all’high tech passando dal design, il tavolo dai 100 tocchi – Con D-table è possibile navigare in internet, acquistare on line, sfogliare news, fare conference calls, condividere files e altro ancora con il semplice tocco della punta di un dito.

Comodamente seduti al D-Table, sorseggiando un bicchiere di vino e commentando le news on line che, dal semplice tocco di un punto della superficie di questo tavolo avveniristico, si aprono meravigliosamente sotto i nostri occhi, ha inizio l’intervista a Danilo Cascella, imprenditore nato in Italia nel 1966 da famiglia attiva nel settore della moda.

Da dove nasce l’idea di un oggetto cosi particolare?
«Dalla mia grande curiosità e dall’amore per la scoperta e per tutto ciò che può stupire ed emozionare. Dopo anni di lavoro e ricerca all’estero, rientrato in Italia, ho portato avanti la catena di negozi di famiglia e nel 2013 ho collaborato con Samsung, ma tutto ciò che vedevo era un déjà vu, sentivo che mancava qualcosa, avevo bisogno di sorprendermi e di sorprendere».

Dalla voglia di novità e di emozioni forti al tavolo dai 100 tocchi. Com’è nata questa originale intuizione?
«Ho pensato in primis al contesto sociale e a ciò che poteva soddisfare un bisogno reale. Il tavolo è per antonomasia luogo di convivialità e di condivisione, fattori propri del mio sistema valoriale. Volevo tuttavia stupire e ho pensato di racchiudere in un oggetto tradizionale, l’innovazione tecnologica e il design di alta qualità. Nasce cosi D-Table, un tavolo futuristico high tech, collocabile in ufficio, casa, camera di hotel, barca o jet privato o altro contesto, con cui guardare negli occhi i propri interlocutori e nel contempo di interagire con la tecnologia, di cui oggi non possiamo fare a meno».

Danilo Cascella

Il progetto D-table è nato per stupire e soddisfare una clientela di livello e dal palato sopraffino

Interattività virtuale e guardarsi negli occhi paiono un ossimoro. Cosa rispondi a questa provocazione?
«Non è per nulla vero. I miei tavoli consentono di avere di fronte e accanto a sé persone e con esse condividere sia l’aspetto umano che quello tecnologico, sintetizzando in un unico oggetto gli effetti positivi di entrambe le dimensioni, ambedue esistenziali. Le distanze fisiche si riducono, latitudini e longitudini divengono concetti astratti, linee immaginarie che si congiungono sino a dissolversi sulla superficie piana del tavolo. In ambito educativo, ad esempio, la lavagna è sostituibile da un tavolo aggregante, livellatore di ruoli ed agevolatore di condivisione di idee ed esperienze. Con questo concept innovativo, il tavolo, da oggetto di appoggio, diviene supporto non solo fisico ma anche sociale e relazionale, con possibilità infinite di condivisione informativa, grazie al semplice tocco delle dita».

Estetica mai fine a se stessa, esame della realtà e voglia di stupire, qual è il target di clientela?
«Il progetto D-table è nato per stupire e soddisfare una clientela di livello e dal palato sopraffino, che nella fusione di standard qualitativi di alta artigianalità made in italy, design futuristico e innovazione tecnologica, trova il pieno riconoscimento dei propri bisogni. Nascono cosi D-Time e D-square, modelli top della collezione D-Table, interattivi e multi-touch, di design e personalizzabili. Osservando il mondo giovanile, ho creato altresì D-Young, per la generazione del nuovo millennio, presentato al Salone del Mobile a Milano, più accessibile in termini economici, volto ad appagare un pubblico sempre connesso anche quando è off line».

D-table a Pitti Uomo

Parlaci del touch screen dai 100 tocchi con cui il mondo intero condivide l’infinito.
(Sorride compiaciuto) «È il best plus del tavolo, consente di vivere e condividere un’esperienza unica ed emozionante, in modo contemporaneo e dinamico, come  lo stile di vita di oggi. Il touch screen rende la superficie piana del tavolo totalmente interattiva, sintetizzando le ultime novità di gusto estetico e di fruibilità tecnologica. Con D-table è possibile navigare in internet, acquistare on line, sfogliare news, fare conference calls, condividere files e altro ancora con il semplice tocco della punta di un dito. L’immaginazione non ha limite. Tutto si può fare».

Come ti descrivi e quanto di te si riflette nei tuoi progetti?
«Non mi accontento mai, punto sempre sulla novità. Ho mille progetti in testa che non vedo l’ora di realizzare. Sotto la D, nata in origine come richiamo all’iniziale del mio nome e poi divenuta ombrello sotto il quale far confluire Design e Digital, intendo raccogliere una serie di oggetti che danno comfort e qualità al nostro stile di vita. D è anche Development, ricerca e sviluppo costante di qualità. Gli oggetti sono nostri compagni di vita e a loro va la mia costante attenzione per portare bellezza ed utilità nel quotidiano di ognuno. Infine la passione è nel mio DNA; lavoro seguendo questo moto dell’anima, che a detta altrui coinvolge ed affascina, senza pensare al successo e restando perciò sempre me stesso».

Hai pensato ad un ambassador per le tue creazioni?
«A dire il vero no, non è nei miei programmi. Il prodotto è così vario e le personalizzazioni infinite, perché ognuno ha il suo modo di vivere, da rendere ardua e riduttiva l’identificazione con una figura di riferimento».

Non possiamo salutarci senza un’anteprima sui futuri progetti. Dopo D-Table e D-Young con cosa ci sorprenderai?
«Le sorprese non devono finire mai, sto già lavorando ad altri progetti di cui in verità non potrei parlare. Giusto un’anticipazione: è in corso la progettazione di un nuovo prodotto, accessorio del tavolo, utilizzabile in modo congiunto ma dotato altresì di vita propria. Un complemento di alto design, sempre frutto del made in Italy e della mia spasmodica ricerca della qualità che deve vincere su tutto, sempre».

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