Starbucks apre in piazza Cordusio a Milano

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«Le cose lente sono le più belle, bisogna sapere aspettare» dice una frase del film “Pane e tulipani”. Una lezione ben nota a Howard Schultz, amministratore delegato di Starbucks, oltre 22mila negozi nel mondo e un valore di mercato di 85,3 miliardi.

Proprio 34 anni fa, in un suo viaggio tra Milano e Verona, Schultz scopre l’arte italiana di preparare caffè, ed è la molla da cui parte la “vision” di portare la caffetteria americana in tutto il mondo.
Il sogno di aprire una sede proprio nel Paese che l’ha ispirato si realizzerà presto. Dopo varie indiscrezioni che si sono susseguite negli anni, si è oggi alla stretta finale: l’accordo con l’imprenditore Percassi porterà l’apertura di un punto Starbucks nell’ex palazzo delle Poste in Piazza Cordusio.

La storia di Starbucks è strettamente legata al modo in cui gli italiani creano l’espresso perfetto. Tutto quello che abbiamo fatto nasce dalla magnifica esperienza dei caffè che abbiamo gustato in Italia –  spiega a Fortune Schultz.

L’accordo è ancora in divenire, ma a gennaio partiranno le prime attività promozionali per la sede che aprirà a settembre 2017. Secondo alcune indiscrezioni apparse online, la struttura si svilupperà su 15mila metri quadri e avrà il suo punto di forza nell’hitech e offerta digitale. Come lo Starbucks digital network, un servizio che offre film, serie tv e news per i fedelissimi della caffetteria.
Sono queste le misure per l’ingresso del brand nella patria del caffè e fidelizzare i clienti, nonostante i costi più alti dei prodotti della catena rispetto alla concorrenza. La scelta di Milano non è casuale: si punta a una delle città italiane più internazionali e Starbucks vuole diventare un punto di incontro per banchieri, avvocati, imprenditori e professionisti.
«Non abbiamo l’ambizione di insegnare agli italiani come si fa il caffè, ma mostrare quello che abbiamo imparato», continua Schultz.
L’accordo con l’imprenditore italiano non è il primo che Schultz stipula nel nostro Paese. Già a luglio la caffetteria americana aveva stretto una partnership con le panetterie Princi, per portare i prodotti made in Italy nei prestigiosi punti vendita di Shanghai e Manhattan.

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L’incontro tra Percassi e Schultz è anche l’intreccio di due storie imprenditoriali belle da raccontare. Nato nel 1962, a Clusone in provincia di Bergamo, Antonio Percassi inizia la sua carriera come calciatore, difensore arcigno dell’Atalanta. A fine carriera diventa prima dirigente e poi sale la scala gerarchica fino ad assumere nel 2010 la presidenza della società orobica. Poi ha iniziato a investire in centri commerciali e catene come Benetton, Zara e Victoria’s Secret. Starbucks è la sua prossima avventura.

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Altrettanto appassionante la storia di Howard Schultz, nato nel 1953 a New York. Da piccolo cresce in un complesso residenziale per cittadini indigenti, la famiglia non poteva permettersi una casa. Bravo nello sport, trova il suo riscatto come giocatore di football ed entra nell’Università del Michigan. La sua carriera inizia presso Xerox, multinazionale di stampanti e fotocopiatrici. Si mette in proprio con un primo punto vendita di Starbucks, quando la catena aveva solo 60 negozi. È bravo e parte la scalata, fino a diventare Ceo dell’azienda, nel 1987. Con la sua leadership, la catena si allarga a circa 21mila punti vendita, il suo patrimonio oggi è di 2 miliardi di dollari.

Malgrado i successi nel mondo, in Europa il suo “gioiello” non è mai decollato. Si stima che siano 1,9 miliardi i ricavi nel Vecchio continente, ovvero il 10% del totale. Diventerà Milano la via per emergere in Europa?

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